Category Archive : ACORN Italy

RomaToday, 16/11/2011

La campagna contro gli affitti in nero ha un solo nemico: la scarsa informazione

La campagna contro gli affitti in nero ha un solo nemico: la scarsa informazione

Una legge che può cambiare la vita a molti, uno “strumento anticrisi”. Eppure in pochi ne parlano. Per questo Acorn e l’Unione Inquilini lanciano un appello ad ogni singolo cittadino in nome di quella coscienza civica che tutti dovrebbero avere

di Francesca Divetta 15/11/2011

Aggiornamenti via mail

Cresce di giorno in giorno il numero di famiglie, anziani, studenti, immigrati, che si rivolgono ad Acorn Italy e all’Unione Inquilini per chiedere aiuto. Le cifre, però, sono ancora basse. La battaglia contro gli affitti in nero per ora ha un solo nemico: la scarsa informazione. La maggior parte delle persone, infatti, ancora non conosce questa legge, tanto meno i due commi che possono cambiare la vita a tanti inquilini che sognano un regolare contratto d’affitto, senza il quale puó diventare un incubo persino chiedere al padrone di casa di cambiare la lavatrice o il tubo del lavandino.

“Questa legge è una cosa straordinaria, non servono cause, nessuna azione legale”, spiega Massimo Pasquini, della segreteria nazionale di Unione Inquilini, nel corso dell’incontro pubblico organizzato ieri a Talenti, presso la sede del circolo Pd. “Il risultato è straordinario, perchè in questo modo riusciamo a far emergere un pezzo di società piuttosto rilevante e tra i piú vessati. Queste persone, una volta registrato il contratto, potranno tornare ad avere una vita, a decidere come spendere i soldi risparmiati tolti alla speculazione”. Uno strumento “anticrisi”, cosí Pasquini definisce la cedolare secca, e continua: “Ci occupiamo di 7-10 casi al giorno, e di questo passo potremo far abbassare il tetto degli affitti a Roma”.

La strada, però, è ancora lunga. Solo a Roma si contano ad oggi oltre 300mila appartamenti in affitto, di cui un terzo è a nero. E’ evidente quindi che gli affitti non registrati rappresentano uno degli “zoccoli duri” dell’evasione fiscale in Italia, e in particolare a Roma. La campagna promossa da Acorn e dall’Unione Inquilini al momento sembra essere sostenuta da quasi tutti i partiti a livello locale e in parte capitolino, dal Pd al Pdl, consapevoli della portata rivoluzionaria di questa legge. “Abbiamo in programma molti appuntamenti, fra cui il prossimo alla Sapienza per informare gli studenti. Attualmente stiamo facendo moltissime consulenze attraverso Skype”, ha spiegato David Tozzo, Presidente di Acorn.

Eppure, nonostante numerose siano le iniziative promosse per informare, di questa rivoluzione si parla poco. La gente non sa, oppure ha paura. Le Agenzie delle Entrate certo non sono di aiuto. E i media? La maggior parte non ne parla, o non ne parla a sufficienza. E’ per questo che Acorn Italy e l’Unione Inquilini hanno voluto lanciare un appello, invitando ogni singolo cittadino, in nome di quella coscienza civica che tutti dovrebbero avere, a farsi promotore, nel proprio piccolo, di questa campagna di informazione. Il tempo è denaro, è il caso di dire, nel vero senso dell’espressione. Lo dimostra la storia di Anna, che abitava in un appartamento di 45 metri quadri in zona Viale Regina Margherita pagando 875 euro al mese di affitto a nero. Anna non riusciva più a pagare l’affitto, causa gravi difficoltà economiche, avendo accumulato alcune mensilità. Poi è arrivato il contratto regolare, e la sua vita è cambiata, grazie anche all’importante indirizzo della giurisprudenza. Senza dubbio esistono ancora molte storie come quella di Anna, per le quali applicare questa legge il prima possibile potrebbe essere determinante, consentendo da subito a queste famiglie di sottrarre il proprio denaro alla speculazione.

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la Voce del Municipio, 4/11/2011

http://www.lavocedelmunicipio.it/2011/municipio4_6_22.pdf

Le Iene 2/11/2011 [national television on prime time]

http://www.video.mediaset.it/video/iene/puntata/257371/golia-affitti-in-nero.html

Le Iene 2/11/2011 [national television on prime time]

http://www.video.mediaset.it/video/iene/puntata/257371/golia-affitti-in-nero.html

Roma2013, 18/10/2011 [Video Interview]

Acorn Italia. La campagna contro gli affitti in nero, Istruzioni per l’uso (guarda la video intervista a David Tozzo)

Acorn_Italia

Pubblichiamo l’intervista a David Tozzo, presidente dell’associazione no profit Acorn Italia. La prima campagna della neo-nata associazone italiana di Acorn, è rivolta contro gli affitti a nero. Nell’intervista David Tozzo spiega come e perché si può avere uin contratto regolarmente registrato, a fronte della volontà del padrone di casa di praticare l’affitto a nero. Il tutto in virtù di un decreto legge la cui finalità è far emergere quanto i proprietari di casa vogliono mantenere in nero: gli esosi affitti!

INTERVISTA A DAVID TOZZO, PRESIDENTE DI ACORN ITALIA

Roma2013, 16/10/2011

W la Rivoluzione lenta!

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Nella mattinata di ieri, mentre a Roma migliaia di giovani si preparavano alla manifestazione degli Indignati, me ne sono andato alla “Casa del Quartiere” del IV municipio ad intervistare David Tozzo, presidente dell’associazione Acorn Italia. Ho fatto ciò, convinto di dare il mio contributo a quella che molti chiamano “rivoluzione”. Dando visibilità ad un’associazione che da un mese circa fa servizio di sportello per divulgare attivamente una legge che dà la possibilità ai cittadini di far valere i propri diritti di inquilini a fronte di un contratto di affitto a nero (i particolari dell’inizitiva nell’intarvista che sarà pubblicata domani su Roma2013.org).

 

Acorn Italia con questa iniziativa sta dando il via ad una delle tante “nuove rivoluzioni”, le cui caratteristiche sono quelle di muoversi nella legalità, producendo effetti altamente incisivi sul tessuto economico e sociale del nostro Paese. Un fatto concreto, l’emersione degli affitti a nero, e trasversale rispetto agli schieramenti politici, perché interessa tutti coloro che sono strozzati dagli affitti a nero. Un fatto quindi non strumentalizzabile da alcuno, perché legale e condiviso da gran parte della comunità civile.

 

A ben guardare, soprattutto all’indomani della manifestazione di ieri a Roma, una sola è la rivoluzione possibile ed auspicabile in un Paese che è rimasto vecchio: la rivoluzione culturale. Come scrisse una nostra redattrice due anni fa (clicca qui), il nostro Paese ha bisogno di una “Rivoluzione lenta”. E qui cito quell’articolo, “Se i modelli rivoluzionari che hanno guidato le generazioni passate sono falliti è perchè in essi si assumeva la rivoluzione quale evento immediatamente tangibile. Un atto liberatorio ed idealizzato, quindi privo di maturazione ed esterno alle coscienze. O peggio ancora, un concetto sbandierato per coinvolgere le masse, usando il populismo a vantaggio degli interessi privati. La vera rivoluzione a cui bisognerebbe ambire è innanzitutto una rivoluzione culturale che passi attraverso una presa di coscienza, un’assunzione di responsabilità e che comporti tolleranza per la frustrazione”. Come a dire che le proteste di piazza soddisfano certo nell’immediato un bisogno di espressione del dissenso, avendo in sè l’elemento subdolo della catarsi. Ma poi, a livello pratico, nella società nulla o poco cambia.

 

Se poi, si prende coscienza che nel nostro Paese le manifestazioni di piazza sono da sempre state un mezzo attraverso cui dare un’immagine violenta delle rimostranze di protesta, anche quelle più giuste, con l’utilizzo di manifestanti violenti preparati all’occorrenza, si capisce bene come gli effetti sperati di cambiamento dello status-quo siano irrealizabili. Un’utopia. Una chimera. Come diceva qualcuno, “Le vie dell’inferno sono lastricate di buone intenzioni”.

 

Ho quindi scelto di dare il mio personale contributo alla “rivoluzione lenta”, preferendola a quella “rock” di piazza, intervistando David Tozzo di Acorn Italia, proprio perché quest’ultimo rappresenta, con l’attività che sta portando avanti insieme ai suoi, tra i tanti casi di impegno civile che già ci sono nel nostro Paese, un pezzo di quella nuova generazione che vuole realmente cambiare la faccia del nostro Paese. Lentamente, ma inesorabilmente. Senza happening di impatto visivo, ma con costanza. I ragazzi di Acorn Italia, ad esempio, fanno la loro rivoluzione non in piazza, ma seduti davanti ad un Pc, dialogando e dando supporto a chi soffre un disagio di ordine pratico.

 

Così come vogliono cambiare il nostro Paese i cittadini di Fidene e Villa Spada che hanno protestato contro i miasmi provenienti dal Centro Ama Salaria, non con manifestazioni di piazza, ma riunendosi in assemblea e richiamando alle proprie responsabilità le istituzioni. Proprio venerdì hanno raggiunto un importante risultato: l’Ama ha dichiarato, dopo mesi di totale disiniteresse da parte delle istituzioni, che l’impianto ha necessità di un milione di  euro di interventi. Di fatto ha ammesso che quel centro di produzione di ecoballe, che poi vengono bruciate per la produzione di Cdr (combustibile derivato dai rifiuti), non è a norma. Altrimenti perché spendere un milione e passa di euro?

 

E quindi ci troviamo dinnanzi ad una dicotomia. La protesta contigente di piazza, con tutte le controindicazioni del caso (vedi i manifestanti violenti, l’uso strumentale delle masse da parte di uno o dell’altro Partito) da una parte, e l’impegno quotidiano, impassibile e costante e massimamnete rivoluzionario dalla’altra.

 

Come a dire, l’innondazione improvvisa e, in molti casi, distruttrice, a fronte di una sottile goccia cinese. La goccia cinese sarà capace nel tempo di scavare un solco nelle roccia, plasmandola in una nuova forma. L’innondazione, al contrario, sarà capace solo di fare danni, lasciando ben poco a futura memoria.

 

In tutta coscienza, tenuto conto dell’uso strumentale delle frange violente ed eterodirette durante le manifestazioni, composte per lo più di persone pacifiche, si può dire che l’impegno quotidiano e legale, ha maggiori effetti sulla cittadinanza.

 

In definitiva, lo scatto culturale deve essere quello per cui ognuno faccia il suo nel proprio ambito, non cercando ribalte, ed agendo secondo una sana etica civica. Questa è la rivoluzione che i poteri consolidati e vecchi del nostro Paese non si augurano. Questa è la “rivoluzione lenta” che li farà andare a casa. Al netto di ogni Partito o partitino che vuole cavalcare le rimostranza di piazza.

 

A futura memoria.

 

http://www.roma2013.org/index.php?option=com_content&view=article&id=4034:w-la-rivoluzione-lenta&catid=49:editoriale&Itemid=64

il Domani d’Italia, 12/10/2011

ChiefOrganizer.org, 10/10/2011

Visiting the Metropoliz Squatters in Rome

IMG_1363Rome A great adventure and advantage of my work is getting to see parts of a city that even long time residents cannot imagine.  I may not see all of the sites in the tourist guide books, but I see amazing things where people live and work behind the walls of most visitors.

On arriving in Rome Saturday afternoon, Senator Lucio D’Ubaldo gave me a ride into the city since he was landing at roughly the same time.  He insisted before visiting over lunch that I see some of the massive fascist architectural projects around the EUR district that had been largely abandoned with the advent of WWII, but were still deeply planted as governmental facilities in this very upscale Roman neighborhood.  Being largely ignorant of these Mussolini-era projects, it was both fascinating, education, and almost frightening in its symbolic scale and ideological power.

David Tozzo of ACORN Italy and I had a different reaction on Sunday IMG_1425afternoon as we spent several hours touring “Metropoliz,” a “squat” and cultural project in a massive, former pig slaughterhouse in the eastern part of Rome.  We had been introduced to this project through connections made with some of the volunteers helping ACORN International who were part of the graduate design and architectural projects at University of the City of London, and had promised to check it out during my visit.

About 100 people, who had been evicted or were homeless, were living permanently in Metropoliz.  Immediately I could recognize Peruvians from my many visits to ACORN Peru, and seeing one section painted Peru Piazza only confirmed what I already knew.  Other permanent squatters had come from Senegal and other countries as they were evicted from place to place.  In a adjoining building were another 100 Roma who were not part of Metropoliz, but in the same soup.  Over the two years of this experience various artists, designers, and others had joined forces with the squatters in a way that was not clear to me, but had evolved into a documentary film called Space Metropoliz. There was a large, homemade telescope at the top of the plant tower.  A friend explained that three “balls” from the plant were imagined as the base and that they were working with the squatters on a pIMG_1377roject of “imagination” to build a rocket to the moon on top of that construct.  I had some trouble following all of this, but perhaps that was the point, since the designers and cultural workers were trying an experiment to see if diverse people at Metropoliz could come together on an “act of imagination.”  The film would document that effort.

Asking what would happen after the film was finished, I was told that that was a good question, which didn’t comfort me much.  It seems that the future is also “part of the experiment” to see what the squatters will make of it all later when the film is over.  I suppose that once again the rocket may hit earth with a loud and resounding thud.

Who knows?  The space was mammoth, and in Italy access to water and lights are allowed for humanitarian reasons by the public utilities (amen to that!), so people were fashioning reasonable living quarters in some of the areas.  Others were jumbles of graffiti and mayhem.  The former “classroom” was little more than rubble with books thrown on the floor.  The most finished area was where the “rockets” were being painted by professional artists and some of the children.

As we were walked around on a gorgeous Sunday afternoon with a breeze in the air and the first hint of fall everywhere, we could tell by the steady stream of people who seemed to be going and coming that Metropoliz was something of a happening.  The permanent squatters were sanguine about all of that and largely ignored the outsiders and their trooping around cameras in hand.  This was not industrial tourism but a sort of “developmental tourism” almost similar to what we had seen in the recycling area of Cairo.

TherIMG_1402e seemed to be potential everywhere, but problems almost as large.  According to our friends from UCL, this is one of a number of similar squats around Rome.  It’s an interesting phenomena and worth a look.  I’m skeptical about how all of this plays out, but was filled with good wishes and hope for all involved.  Why not?  Something good can happen here that wasn’t possible before hand.

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Visiting the Metropoliz Squatters in Rome

Roma2013, 10/10/2011

Home Associazionismo NASCE ACORN – ITALY. LA PRIMA CAMPAGNA E’ CONTRO GLI AFFITTI IN NERO

NASCE ACORN – ITALY. LA PRIMA CAMPAGNA E’ CONTRO GLI AFFITTI IN NERO

Acorn_logo

E’ nata in data 12 settembre 2011 ACORN Italy (Associazione per Comunità Organizzate in Rivoluzioni Nuove) facente parte della più grande federazione mondiale di ‘organizzazione di comunità’, ACORN International.

Un’organizzazione di comunità è quando la cittadinanza si attiva e coordina per affrontare un problema comune, che abbia a che fare con diritti civili, servizi comuni, ingiustizie sociali, illegalità varie.

La nostra prima campagna su vasta scala sarà contro l’affitto caro e in nero, per aiutare i più disagiati, gli ultimi, come studenti e pensionati e chiunque altro costretto a sottostare a un contratto in nero per via di un padrone di casa che spadroneggia e contribuisce al sommerso, evadendo spudoratamente ogni tassa sul suo immobile, sfruttando l’inquilino e derubando tutta la comunità.

Questa campagna, resa possibile dalla nuova legislazione utilizzando quanto previsto dall’articolo 3, commi 8 e 9 del decreto legislativo 23/2011 sulla Cedolare Secca, aiuterà e guiderà gli inquilini nella registrazione unilaterale del contratto che gli regalerà, in automatico e senza incertezze, la certezza di emergere (legalmente, dal nero) e la bellezza di legalizzare (liberamente, lux solis) ottenendo un canone d’affitto pari al triplo della rendita catastale diviso 12, attorno al centinaio euro mensili circa laddove prima erano attorno al migliaio.

Riceviamo nella nostra sede nazionale presso la Casa del Quartiere, a Roma, in Piazza dell’Ateneo Salesiano, 77, il lunedì mattina dalle 10 alle 13 e il martedì e il giovedì dalle 17 alle 20.

Questa legislazione ci permette allo stesso tempo di contrastare efficacemente l’illegalità e aiutare estesamente i più deboli. Due vittorie con una battaglia.

E a vincere siamo tutti.

E vogliamo attivarci e arrivarci tutti.

roma@acornitaly.org
http://acornitaly.org
www.facebook.com/acornitaly

www.roma2013.org/index.php?option=com_content&view=article&id=4013%3Anasce-acorn-italy-la-prima-campagna-e-contro-gli-affitti-in-nero&catid=45%3Aassociazioni&Itemid=60

ChiefOrganizer.org, 9/10/2011

Rent Reduction Campaign in Rome and Occupy Octopus

IMG_1346Rome With hustle and grit, David Tozzo, our intrepid volunteer organizer in Rome, had secured a free office for ACORN Italy in a community center of sorts called Case de la Quartier…the House of the Quarter.  Most of our beginning work is in the 4th Quarter, the largest of the 19 quarters or districts with 350,000 residents.  We finally kicked off our meeting in the basement of the office with the first 20 people and gradually as the meeting went on the number rose to 30 or so.  Not only were we introducing ACORN International and ACORN Italy to some new people, but we were also moving forward on our campaign to win rent reductions for tenants with unregistered contracts where a new national law is a tool in breaking down the black market.

IMG_1344In the cutthroat “jungle” of housing shortages, landlord tax evasions, and a tight market  in apartments for students, the poor, and many others, frequently landlords are renting simple rooms on the black market for 500 euros.  The new law allows tenants to turn in their landlords if they have an unregistered “leases” and win huge reductions of up to 90% of their rent and have that amount frozen for 8 years on the lease and options.  Furthermore, since the state designed this law to catch tax evasion, it also forbids the landlords escaping the penalty by selling the aprtment, since in effect they are paying back the tenants they exploited, rather than the government they cheated.  Amazing!

Yet real life is more complex than simple self-interest.  At the meeting in Rome and earlier in Palermo, questions were raised, particularly by young women tenants, about the uncomfortable interpersonal situation created in turning in a landlord where they were essentially also living in the same house.  There were also concerns about intimidation, harassment, and threats.  These were not easy conversations, partially because we need to reach some critical mass in this effort.   Most bizarrely in Rome two journalists, playing the devil’s advocate, felt sorry for the landlords, but when I pointed out it was the first time that I had ever been chastised for organizing people to follow the law, since usually we are accused of advocating that people ignore the law, they answered simply, “Welcome to Italy!”  What a country!

IMG_1341Earlier I found myself meeting with a mayor of a small suburban town on the outskirts of Rome and several young and coming political figures at the grassroots basis at a superb lunch with excellent conversation thanks to Lucio D’Ubaldo, an elected Senator and publisher of a monthly political magazine, who also happened to be the co-author of a book on the correspondence between the French philosopher Maritain and Saul Alinsky.  He and our firecracker, David Tozzo, have a volume coming out next year discussing Alinsky and community organizing, and no doubt I owe Saul thanks after 40 years for this connection – a gift that keeps giving!

Not surprisingly they ALL wanted to talk about Obama, the USA, and now, the stirring of a possible Occupy movement in America.  It was easy to be positive, because the reach of the activity is so wide, even if not yet deep.  There is clearly a stirring of the forces on the ground who have been desperate for a banner.  I can IMG_1347partially judge this as I see so many veterans of our work in community organizing joining the lists.  There was Helene O’Brien, ACORN’s former field director, in the bottom left hand corner of the New York Times picture from Occupy New Orleans yesterday.  My offer of meeting space at Fair Grinds is being welcomed.  All of our folks in New Orleans were in the march.  Dewey Armstrong from ACORN in the late 70’s and 80’s sent me his thoughts on having attended the organizing meetings of Occupy Miami.  Ex-ACORN state operations are widely reported as involved in New York, California, and Massachusetts.  Craig Robbins from Citizens United in Philadelphia reached out to say how interesting it looked in his state and how close he was following the activity.  John Anderson in Vancouver couldn’t control his frustration at the disorganization of Occupy there, but was definitely in the room during the planning.

Rome or the USA, there is pent up frustration at the inability of the progressive forces to unite and move effectively to actually win change.  This is an opportunity that we should not squander, but should advance at every turn.  It may not be perfect or exactly what we might have put together, but we have to go with what is moving, and right now Occupy has a new heartbeat and a quick step, and that’s worth our investigation and effort.

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Rent Reduction Campaign in Rome and Occupy Octopus


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